Una nuova autorità amministrativa contro l'onda d'urto del popolo della Rete. Un meccanismo di sanzioni da applicare secondo una "risposta graduale" contro un esercito di pirati del web che invece ha già una risposta immediata alla legge definitivamente approvata oggi, con il passaggio al Senato. La legge ai tempi di internet e contro chi scarica illegalmente i contenuti artistici, musica e film. Difficile da progettare, ancora più difficile da applicare e avversata in molti casi anche da chi, teoricamente, avrebbe dovuto difenderla.
L'obiettivo è regolamentare la giungla del download che si fa beffa del diritto d'autore. È una zona d'ombra densamente popolata, circa la metà dei 30 milioni di internauti, secondo le statistiche. Dopo il voto favorevole di ieri dell'Assemblea nazionale, anche il Senato oggi ha detto sì con una larga maggioranza: 189 contro 14. I socialisti, che hanno condotto una dura battaglia contro il testo, hanno già annunciato un ricorso al Consiglio costituzionale. Alla Camera i voti a favore sono stati 299, quelli contrari 233 e ciò significa che 44 deputati dell'Ump e del Nuovo Centro non si sono espressi a favore. Non sarà contento Nicolas Sarkozy, che dell'approvazione di questa legge aveva fatto una questione di principio dopo la clamorosa bocciatura del 9 aprile con la quale era stato azzerato il primo dibattito parlamentare.
La legge sulla Creazione e internet è considerata una delle più restrittive d'Europa in materia, secondo molti invasiva e limitante delle libertà individuali. L'authority responsabile della sua applicazione (Hadopi, secondo l'acronimo francese) avrà a disposizione l'arma del doppio avvertimento e dovrà rintracciare, con la collaborazione dei fornitori d'accesso a internet, gli autori del download illegale, o meglio i protocolli di rete nei quali viene registrata la violazione. Ci sarà una prima mail di avvertimento nella quale si ricordano i termini di legge, seguita, in caso di nuova violazione, da una lettera raccomandata che rappresenta l'ultimo monito prima della sospensione del collegamento a internet. Ciliegina sulla torta, un emendamento inserito nell'ultima fase della discussione prevede che l'abbonamento continui a essere pagato anche durante l'interruzione del servizio.
Non è però detto che l'eventuale approvazione al Senato ponga la parola fine alle vicissitudini del provvedimento. I socialisti hanno già detto che faranno ricorso alla Corte costituzionale, mentre resta sempre aperto il fronte con il Parlamento europeo, che la settimana scorsa ha approvato a larga maggioranza un emendamento al pacchetto telecom in cui si oppone all'oscuramento di internet da parte di un'autorità amministrativa. Parigi conta di regolare la faccenda in sede di Consiglio europeo (una riunione dei ministri delle tlc è prevista il 12 giugno) ed è convinta di poter raccogliere alleati per la sua causa.
Il dibattito in materia è stato feroce anche al di fuori delle aule parlamentari. Esponenti autorevoli del mondo artistico hanno accusato il Partito socialista, contrario alla legge, di "divorzio" dal mondo della cultura. Juliette Greco, Pierre Arditi, Maxine Le Forestier hanno perfino scritto al segretario del Ps, Martine Aubry, e la destra ha ovviamente gioito di questa pretesa spaccatura su una legge che dopotutto difende la creazione, il diritto d'autore e un'industria in crisi. Gli animi erano talmente surriscaldati che c'è perfino scappata la vittima collaterale con piccolo giallo annesso: il licenziamento di un giovane dirigente di TF1, Jérôme Bourreau Guggenheim, responsabile dell'innovazione web del gruppo televisivo, colpevole di aver scritto una mail, finita sulle scrivanie del ministero della Cultura e misteriosamente smistata al suo datore di lavoro, nella quale criticava il progetto di legge.
Comunque vada, la Hadopi sarà operativa in autunno e le prime sanzioni arriveranno eventualmente nel 2010. Il popolo della rete è già organizzato e si sprecano i siti che dovrebbero aiutare ad aggirare un provvedimento ancora in fase di approvazione. Un esempio tra i tanti, quello di peer2me, fondato da due giovani di Nizza, che dà agli internauti una chiave d'accesso per creare un network privato di download, ovviamente illegale.
Visualizzazione post con etichetta Internet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Internet. Mostra tutti i post
mercoledì 13 maggio 2009
giovedì 16 aprile 2009
Nasce WiFe, l’internet gratuita del Comune di Ferrara.
Internet libera per tutti. Verrà attivato durante il Cittaterritoriofestival il nuovo servizio di connettività pubblica e gratuita a Internet del Comune di Ferrara. Il servizio, per ora sperimentale e già funzionante, prende il nome di WiFe e ha come marchio un computer portatile montato sul manubrio di una bicicletta.
Lo scopo è fornire una copertura wireless (cioè di connettività senza fili a internet) nel centro della città a chiunque intenda collegarsi con il proprio computer portatile o pc dotato di scheda wifi o telefonino di ultima generazione opportunamente predisposto. Il progetto, sviluppato in collaborazione con l’Università di Ferrara che ha messo a disposizione le proprie competenze e una consolidata esperienza in materia, consente di usufruire del servizio a chiunque, purché maggiorenne. E’ sufficiente fare richiesta dei codici di accesso all’Urp del Comune o in uno dei due uffici turistici, in castello o in stazione ferroviaria.
Possono inoltre accedere gli studenti, i docenti e il personale dell’Università di Ferrara (utilizzando i codici già in uso per tutti i servizi di Ateneo).
Al momento l’accesso è limitato a 90 minuti giornalieri complessivi di connessione e il servizio è disponibile in piazza Municipale, corso Martiri della Libertà, piazza Trento e Trieste, piazza Savonarola. Verrà esteso, nel corso dei prossimi mesi, a largo Castello, parco Massari, atrio della stazione ferroviaria, giardini dell’acquedotto, giardini del grattacielo, biblioteca Ariostea. Durante l’anno successivo, fondi di bilancio permettendo, si intende completare la copertura delle principali aree di interesse, dal campeggio al parco urbano, dalla piscina all’area in costruzione degli ex magazzini Savonuzzi presso la darsena, a piazza Ariostea.
“L’Amministrazione comunale – commenta il sindaco Gaetano Sateriale – compie un ulteriore passo per avvicinare i cittadini alle nuove tecnologie, favorendone l’utilizzo. Attraverso la rete passano informazioni e servizi, l’accesso al web sta diventando un strumento di democrazia. Quella della socializzazione dei canali digitali e informatici è una strada che seguiamo con coerenza. Già con le esperienze dei forum sull’urbanistica e sui progetti di mandato abbiamo interpellato i cittadini, dato la parola sollecitando gli interventi, la partecipazione, l’individuazione e la condivisione di soluzioni per la città. Di recente con Citybook abbiamo messo a disposizione anche uno spazio personale di presenza e dialogo sul web”.
“La comunicazione fra i giovani – aggiunge l’assessore Mascia Morsucci - è sempre più mediata dai supporti tecnologici: telefonini e internet. Per ragazze e ragazzi comunicare comporta quindi dei costi, anche monetari. Questo rischia di tradursi in un problema e in un potenziale elemento di discriminazione. Ci è parso giusto, dunque, garantire a tutti la possibilità di accedere liberamente a una risorsa importante come è la rete”.
“Nel corso degli anni, l’Università di Ferrara ha costruito una delle più estese reti wi-fi italiane – ricorda il professor Cesare Stefanelli, delegato del rettore per l’informatizzazione – ed è quindi sembrato naturale mettere le nostre competenze a disposizione del Comune per un progetto di questa importanza, in un altro concreto esempio della positiva collaborazione tra Università e Comune e dei vantaggi che ne derivano per gli studenti e i cittadini. Il progetto WiFe è anche cofinanziato dal dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie del ministero per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione nell’ambito del piano e-gov 2012”.
«Questo progetto offre anche un ulteriore servizio ai turisti e ai visitatori della nostra città - precisa l’architetto Claudio Fedozzi, dirigente del Turismo – che potranno, agevolmente e senza spesa, disporre di una connessione internet da molti dei luoghi da loro più frequentati. A questo scopo abbiamo anche fatto in modo che una parte del sito turistico del Comune di Ferrara (www.artecultura.fe.it/index.phtml?id=55) sia consultabile senza necessità di acquisire la password di accesso, semplicemente collegandosi alla rete WiFe e seguendo il relativo link. Va sottolineato che anche questa iniziative vede collaborare, come è ormai tradizione, Comune e Provincia, che si presentano uniti nelle azioni di valorizzazione turistica del territorio».
«L’attivazione di questo servizio apre un nuovo percorso di sperimentazione per un uso intensivo delle nuove tecnologie a vantaggio di tutta la popolazione. Gli utilizzi potenziali di una rete wifi pubblica distribuita in città sono infatti molteplici e vanno dalla semplice navigazione web per tutti i cittadini, in questo caso integrata con il mondo universitario della città, fino alla possibilità di costruire reti a basso costo per la sicurezza o il telecontrollo e la videosorveglianza di alcune aree», osserva Fabio De Luigi, responsabile del progetto. «Non va dimenticato il fatto che questa tecnologia può favorire una maggior inclusione sociale delle fasce di popolazione più disagiate e può contribuire a migliorare la qualità della vita per chi vive lontano dai propri cari e ha necessità frequente di comunicare con loro».
Lo scopo è fornire una copertura wireless (cioè di connettività senza fili a internet) nel centro della città a chiunque intenda collegarsi con il proprio computer portatile o pc dotato di scheda wifi o telefonino di ultima generazione opportunamente predisposto. Il progetto, sviluppato in collaborazione con l’Università di Ferrara che ha messo a disposizione le proprie competenze e una consolidata esperienza in materia, consente di usufruire del servizio a chiunque, purché maggiorenne. E’ sufficiente fare richiesta dei codici di accesso all’Urp del Comune o in uno dei due uffici turistici, in castello o in stazione ferroviaria.
Possono inoltre accedere gli studenti, i docenti e il personale dell’Università di Ferrara (utilizzando i codici già in uso per tutti i servizi di Ateneo).
Al momento l’accesso è limitato a 90 minuti giornalieri complessivi di connessione e il servizio è disponibile in piazza Municipale, corso Martiri della Libertà, piazza Trento e Trieste, piazza Savonarola. Verrà esteso, nel corso dei prossimi mesi, a largo Castello, parco Massari, atrio della stazione ferroviaria, giardini dell’acquedotto, giardini del grattacielo, biblioteca Ariostea. Durante l’anno successivo, fondi di bilancio permettendo, si intende completare la copertura delle principali aree di interesse, dal campeggio al parco urbano, dalla piscina all’area in costruzione degli ex magazzini Savonuzzi presso la darsena, a piazza Ariostea.
“L’Amministrazione comunale – commenta il sindaco Gaetano Sateriale – compie un ulteriore passo per avvicinare i cittadini alle nuove tecnologie, favorendone l’utilizzo. Attraverso la rete passano informazioni e servizi, l’accesso al web sta diventando un strumento di democrazia. Quella della socializzazione dei canali digitali e informatici è una strada che seguiamo con coerenza. Già con le esperienze dei forum sull’urbanistica e sui progetti di mandato abbiamo interpellato i cittadini, dato la parola sollecitando gli interventi, la partecipazione, l’individuazione e la condivisione di soluzioni per la città. Di recente con Citybook abbiamo messo a disposizione anche uno spazio personale di presenza e dialogo sul web”.
“La comunicazione fra i giovani – aggiunge l’assessore Mascia Morsucci - è sempre più mediata dai supporti tecnologici: telefonini e internet. Per ragazze e ragazzi comunicare comporta quindi dei costi, anche monetari. Questo rischia di tradursi in un problema e in un potenziale elemento di discriminazione. Ci è parso giusto, dunque, garantire a tutti la possibilità di accedere liberamente a una risorsa importante come è la rete”.
“Nel corso degli anni, l’Università di Ferrara ha costruito una delle più estese reti wi-fi italiane – ricorda il professor Cesare Stefanelli, delegato del rettore per l’informatizzazione – ed è quindi sembrato naturale mettere le nostre competenze a disposizione del Comune per un progetto di questa importanza, in un altro concreto esempio della positiva collaborazione tra Università e Comune e dei vantaggi che ne derivano per gli studenti e i cittadini. Il progetto WiFe è anche cofinanziato dal dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie del ministero per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione nell’ambito del piano e-gov 2012”.
«Questo progetto offre anche un ulteriore servizio ai turisti e ai visitatori della nostra città - precisa l’architetto Claudio Fedozzi, dirigente del Turismo – che potranno, agevolmente e senza spesa, disporre di una connessione internet da molti dei luoghi da loro più frequentati. A questo scopo abbiamo anche fatto in modo che una parte del sito turistico del Comune di Ferrara (www.artecultura.fe.it/index.phtml?id=55) sia consultabile senza necessità di acquisire la password di accesso, semplicemente collegandosi alla rete WiFe e seguendo il relativo link. Va sottolineato che anche questa iniziative vede collaborare, come è ormai tradizione, Comune e Provincia, che si presentano uniti nelle azioni di valorizzazione turistica del territorio».
«L’attivazione di questo servizio apre un nuovo percorso di sperimentazione per un uso intensivo delle nuove tecnologie a vantaggio di tutta la popolazione. Gli utilizzi potenziali di una rete wifi pubblica distribuita in città sono infatti molteplici e vanno dalla semplice navigazione web per tutti i cittadini, in questo caso integrata con il mondo universitario della città, fino alla possibilità di costruire reti a basso costo per la sicurezza o il telecontrollo e la videosorveglianza di alcune aree», osserva Fabio De Luigi, responsabile del progetto. «Non va dimenticato il fatto che questa tecnologia può favorire una maggior inclusione sociale delle fasce di popolazione più disagiate e può contribuire a migliorare la qualità della vita per chi vive lontano dai propri cari e ha necessità frequente di comunicare con loro».
venerdì 27 marzo 2009
Skype si affaccia nelle aziende con Skype for SIP
Skype scommette sui servizi per le aziende proponendo una versione del software di telefonia su Internet progettato per interfacciarsi con i centralini telefonici PBX. Skype For SIP, questo il nome della nuova applicazione, sfrutta il protocollo SIP, lo standard di comunicazione VoIP più utilizzato su Internet.
405 milioni di persone utilizzano Skype per effettuare telefonate gratuite o a basso costo su tutto il pianeta. Questo numero potrebbe presto lievitare, dato che Skype, azienda controllata da eBay, ha annunciato un versione del proprio software di comunicazione espressamente concepita per l’utilizzo aziendale. Il programma si chiama Skype For SIP e funziona in abbinamento a centralini telefonici IP-PBX (Private Branch Exchange), sfruttando il protocollo aperto SIP, la soluzione VoIP attualmente più utilizzata per le comunicazioni telefoniche su Internet.
In ambito aziendale Skype For SIP promette notevoli risparmi sulle chiamate telefoniche: attualmente il programma è in versione beta, e il debutto della versione finale è previsto entro la fine dell’anno. Il mercato potenziale è elevatissimo, basti pensare che solamente nel corso del 2008 sono stati installati nel mondo 438.000 centralini PBX SIP, secondo le stime IDC. Gli utenti aziendali di Skype for SIP potranno effettuare chiamate in tutto il mondo a numeri di rete fissa e mobile, usufruendo delle tariffe Skype; è naturalmente supportata anche la ricezione di chiamate da altri utenti Skype, a costo zero.
La soluzione Skype for SIP consente inoltre di ricevere chiamate "click-to-call", direttamente dal sito Web dell'azienda verso il sistema PBX, e la possibilità di acquistare dei “numeri fissi” da utilizzare su rete Skype, per la ricezione di chiamate sul PBX SIP anche da numeri di rete fissa o mobile.
Per Skype questa apertura a un’utenza business potrebbe rappresentare un’occasione di riscatto, che potrebbe finalmente rendere l’azienda sufficientemente profittevole. Stefan Oberg, Vice Presidente e General manager di Skype for Business ha dichiarato che Skype For SIP “combina i vantaggi di Skype con le funzioni di gestione della chiamata, le statistiche d'uso e l'integrazione dei sistemi PBX da ufficio, garantendo alle aziende risparmi sensibili e una produttività superiore".
405 milioni di persone utilizzano Skype per effettuare telefonate gratuite o a basso costo su tutto il pianeta. Questo numero potrebbe presto lievitare, dato che Skype, azienda controllata da eBay, ha annunciato un versione del proprio software di comunicazione espressamente concepita per l’utilizzo aziendale. Il programma si chiama Skype For SIP e funziona in abbinamento a centralini telefonici IP-PBX (Private Branch Exchange), sfruttando il protocollo aperto SIP, la soluzione VoIP attualmente più utilizzata per le comunicazioni telefoniche su Internet.
In ambito aziendale Skype For SIP promette notevoli risparmi sulle chiamate telefoniche: attualmente il programma è in versione beta, e il debutto della versione finale è previsto entro la fine dell’anno. Il mercato potenziale è elevatissimo, basti pensare che solamente nel corso del 2008 sono stati installati nel mondo 438.000 centralini PBX SIP, secondo le stime IDC. Gli utenti aziendali di Skype for SIP potranno effettuare chiamate in tutto il mondo a numeri di rete fissa e mobile, usufruendo delle tariffe Skype; è naturalmente supportata anche la ricezione di chiamate da altri utenti Skype, a costo zero.
La soluzione Skype for SIP consente inoltre di ricevere chiamate "click-to-call", direttamente dal sito Web dell'azienda verso il sistema PBX, e la possibilità di acquistare dei “numeri fissi” da utilizzare su rete Skype, per la ricezione di chiamate sul PBX SIP anche da numeri di rete fissa o mobile.
Per Skype questa apertura a un’utenza business potrebbe rappresentare un’occasione di riscatto, che potrebbe finalmente rendere l’azienda sufficientemente profittevole. Stefan Oberg, Vice Presidente e General manager di Skype for Business ha dichiarato che Skype For SIP “combina i vantaggi di Skype con le funzioni di gestione della chiamata, le statistiche d'uso e l'integrazione dei sistemi PBX da ufficio, garantendo alle aziende risparmi sensibili e una produttività superiore".
Etichette:
Internet,
numeri di rete fissa,
SIP,
Skype
Iscriviti a:
Post (Atom)
