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Analisi del trend 2002 – 2006 per provincia e per CER
Nel periodo preso in esame (2002-2006) i quantitativi dichiarati di produzione di rifiuti speciali pericolosi si mantengono tra 275.000 t e 350.000 t (Figura 2).
La variabilità tra un anno e l’altro è attribuibile prevalentemente ai rifiuti secondari (rifiuti da gestione rifiuti); più lineare quella associata ai rifiuti primari (rifiuti prodotti prevalentemente dai settori agricolo, manifatturiero e terziario).
Sotto il profilo delle tipologie specifiche invece quelle più soggette a variazione riguardano:
- rifiuti da prospezione o estrazione (CER 01): sono sempre associati alla provincia di Firenze e in particolare ai cantieri dell’alta velocità. Si tratta per lo più di rifiuti prodotti durante le operazioni di scavo
- rifiuti dei processi chimici inorganici (CER 06): l’anno 2002 è caratterizzato da una produzione elevata di questa tipologia di rifiuti (32.500 t) a carico dell’azienda di lavorazione dell’acido borico di Pomarance (PI). Negli anni successivi a causa della cessazione di attività dell’azienda questi rifiuti subiscono una drastica diminuzione e i quantitativi residui sono a carico di più aziende.
- oli esausti (CER 13), il quantitativo del 2002 (42.000 t circa) era dovuto in gran parte (32%) a una produzione straordinaria a Livorno, centro di stoccaggio provvisorio per il Consorzio Oli Usati. Questi, destinati a una raffineria sarda che nel 2001 aveva subito un fermo impianto, erano stati allontanati in un’unica spedizione alla ripresa dell’attività del destinatario. Negli anni seguenti i quantitativi si mantengono intorno alle 25.000 t e sono imputabili a varie aziende di gestione rifiuti e di produttori primari
- rifiuti da trattamento meccanico di rifiuti (CER 19): mostrano una variabilità più contenuta dal 2002 al 2004, con valori compresi tra 50.000 e 30.000 t, si assiste invece ad forte aumento nel 2006 con oltre 100.000 t. Questo incremento (+68.500 t) per il 48% è imputabile a miscugli di rifiuti pericolosi (CER 190204) e per il 24% a rifiuti parzialmente stabilizzati (CER 190304), prodotti da soggetti gestori e diretti per lo più all’estero in impianti tedeschi.
Si mantengono costanti nel tempo:
- i rifiuti da processi chimici organici (CER 07) e sempre intorno a 20.000 t,
- i rifiuti da trattamento chimico dei metalli (CER11 – 10.000 t ),
- i rifiuti dalla lavorazione di metalli e plastica (CER 12) per circa 14.000 t
- e i rifiuti sanitari (CER18) con circa 9.000 t.
Mostrano nel tempo valori piuttosto elevati:
- i rifiuti inerti (CER 17): sono sempre superiori alle 50.000 t con un picco nel 2004 (circa 80.000 t) in concomitanza con una bonifica a Massa. In generale le terre e rocce (CER 170503) rappresentano sempre oltre un terzo del totale e sono spesso associate a interventi di bonifica: oltre al caso già citato di Massa si segnala per il 2002 anche la bonifica nello stabilimento di lavorazione dell’acido borico di Pomarance
- i rifiuti non specificati (CER 16): dal 2004 il quantitativo complessivo si mantiene superiore alle 40.000 t e la categoria con i maggiori quantitativi è quella dei veicoli fuori uso e dei rifiuti prodotti dalla loro bonifica (CER 1601, 20.000 t circa).
L’esame della produzione dichiarata di rifiuti speciali pericolosi per ambito geografico (Figura 3) mette in luce che nel periodo preso in esame le variazioni più significative interessano le province di:
Massa: i valori più alti di produzione registrati nel 2004 e 2005 rispetto al 2006 sono da attribuire ai rifiuti derivanti da bonifica, prevalentemente terre contaminate
Pisa: il quantitativo di circa 84.000 t del 2002 è relativo in buona parte ai rifiuti chimici prodotti dalla lavorazione dell’acido borico, cessata negli anni successivi, e a terre e rocce contaminate a carico della stessa azienda. Dopo un periodo di sostanziale stabilità (con quantitativi di produzione intorno a 30-35.000 t), nel 2006 si assiste ad un aumento significativo dovuto a rifiuti secondari di varia natura di alcuni soggetti gestori di rifiuti.
Livorno: fino al 2005 mostra valori intorno alle 50.000 t, nel 2006 invece si attesta intorno a 95.000 t confermandosi come provincia maggior produttrice di rifiuti pericolosi (circa 30% del totale) a causa di terre e rocce di bonifica (CER 170503) e di rifiuti da trattamento rifiuti (CER 19) prodotti da importanti centri di gestione.
Firenze: i valori dichiarati sono in progressiva diminuzione dal 2002 con una contrazione complessiva del 52% al 2006 imputabile, in larga parte, ai rifiuti da prospezione o estrazione (CER 01) prodotti dai cantieri dell’alta velocità (diminuzione rispetto al 2002 di 26.000 t: -94%).