http://motori.corriere.it/varie/09_marzo_13/autovelox_cassazione_564e1af4-0ff3-11de-948b-00144f02aabc.shtml
DECISIONE DELLA SUPREMA CORTE
La Cassazione: autovelox da segnalare 400 metri prima, altrimenti è
una truffa
La sentenza ribadisce il principio di una circolare del ministero: no
ad apparecchiature nascoste
ROMA - Gli autovelox devono sempre essere segnalati. E quanto
stabilisce una sentenza della Cassazione che mette uno stop agli
autovelox utilizzati in maniera scorretta - solo al fine di rispondere
alle esigenze di cassa dei Comuni o delle società private che hanno in
appalto il servizio - e sottolinea che gli apparecchi devono essere
segnalati agli automobilisti almeno 400 metri prima dal punto della
loro collocazione. In caso contrario gli stessi autovelox possono
venire sequestrati dall'autorità giudiziaria e i titolari della
società di rilevamento rischiano l'incriminazione per truffa.
SEQUESTRO - La Cassazione con la sentenza 11131 ha confermato il
sequestro di alcuni veicoli e autovelox della società Speed Control
attiva nei comuni calabresi di Fiumefreddo Bruzio, Belmonte Calabro e
Longobardi (Cosenza). Gli apparecchi erano stati messi in funzione
senza essere segnalati con chiarezza e in anticipo. Ad avviso della
cassazione, è corretta la tesi accusatoria della Procura di Cosenza in
base alla quale l'attività di rilevamento così svolta «era
intenzionalmente preordinata a trarre in inganno gli automobilisti, in
contrasto con lo spirito della normativa in materia diretta a
reprimere incidenti più che a reprimere». I giudici ricordano che la
circolare del Ministero dell'Interno - del 3 agosto 2007 - prescrive
«la segnalazione almeno 400 metri prima del punto di collocamento»
dell'autovelox. Invece la società, che riceveva un compenso per ogni
multa riscossa, occultava gli apparecchi a bordo di macchine di sua
proprietà in modo che nessun automobilista potesse accorgersi della
presenza di autovelox.
MULTE DA ANNULLARE - Esulta il Codacons, una delle associazioni di
consumatori che ha sostenuto varie battaglie su questo tema. «Con la
decisione di oggi la Cassazione ha stabilito che gli apparecchi devono
essere segnalati agli automobilisti almeno 400 metri prima dal punto
della loro collocazione. E' una decisione sacrosanta - dice il
presidente del Codacons Carlo Rienzi - perchè limita il malcostume
delle amministrazioni comunali di utilizzare tale strumento di
controllo della velocità unicamente con lo scopo di fare cassa e non
con la finalità di garantire la sicurezza stradale. Ora i Comuni
devono annullare d'ufficio tutte le contravvenzioni elevate da
autovelox non segnalati almeno 400 metri prima. In caso contrario, si
preannunciano migliaia di ricorsi, tutti accolti, da parte degli
automobilisti, che potrebbero mettere in crisi le casse comunali»
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giovedì 21 maggio 2009
venerdì 27 marzo 2009
Bolletta del cellulare da 46mila euro. TIM annulla l'addebito
Per colpa di un errato utilizzo di una Sim dedicata al traffico voce, una signora milanese e il suo genero hanno ricevuto una bolletta telecom da capogiro, di ben 46mila euro. La Sim card era stata utilizzata in abbinamento a una chiavetta Internet, senza disporre di un profilo dati dedicato. Telecom ha comunque già annullato la bolletta
Crisi o non crisi, trovarsi una bolletta del telefonino da 46mila euro nella cassetta delle lettere è uno shock per chiunque. L’episodio è accaduto nel milanese: le vittime dell’accaduto sono la signora Noris Edda e il suo genero Salvatore Sica. Si sono visti recapitare da Telecom una bolletta relativa a utenze di telefonia cellulare da ben 46.046,15 euro.
A darne la notizia è il Codacons, che ha illustrato la dinamica dell’accaduto. I due signori avevano acquistato presso un negozio Tim, lo scorso mese di luglio, due cellulari e relative Sim card per i nipoti, oltre a una terza Sim da utilizzare con una Internet Key Usb. Ai due telefonini era associato un profilo “Tim tutto compreso professional 45″, mentre per la Sim dati era prevista la formula “Alice mobile 100 ore”. Secondo il contratto sottoscritto, le tre Sim concorrevano a formare un unico pacchetto Multibusiness All Inclusive da 270 euro al mese. Per i malcapitati signori lo slogan di TIM rappresentava una garanzia: “Tutto Compreso Professional consente di definire il budget mensile di spesa in anticipo. E’ davvero Tutto Compreso!”. Ma qualcosa è andato storto.
Secondo quanto replicato da Telecom a seguito della segnalazione del signor Sica, la bolletta record è da imputarsi a un utilizzo improprio di una Sim dedicata al traffico dati su una Internet key. Evidentemente c’è stata un’inversione tra le schede, e la chiavetta è stata utilizzata con una card alla quale non era associata una specifica tariffazione Internet. Con le tariffe stellari previste per la connessione mobile, calcolate a KB consumato, non ci vuole poi molto a totalizzare importi a quattro zeri. Telecom ha fatto sapere di aver già provveduto all’annullamento della bolletta, evidentemente riconoscendo la buona fede dei due signori.
Crisi o non crisi, trovarsi una bolletta del telefonino da 46mila euro nella cassetta delle lettere è uno shock per chiunque. L’episodio è accaduto nel milanese: le vittime dell’accaduto sono la signora Noris Edda e il suo genero Salvatore Sica. Si sono visti recapitare da Telecom una bolletta relativa a utenze di telefonia cellulare da ben 46.046,15 euro.
A darne la notizia è il Codacons, che ha illustrato la dinamica dell’accaduto. I due signori avevano acquistato presso un negozio Tim, lo scorso mese di luglio, due cellulari e relative Sim card per i nipoti, oltre a una terza Sim da utilizzare con una Internet Key Usb. Ai due telefonini era associato un profilo “Tim tutto compreso professional 45″, mentre per la Sim dati era prevista la formula “Alice mobile 100 ore”. Secondo il contratto sottoscritto, le tre Sim concorrevano a formare un unico pacchetto Multibusiness All Inclusive da 270 euro al mese. Per i malcapitati signori lo slogan di TIM rappresentava una garanzia: “Tutto Compreso Professional consente di definire il budget mensile di spesa in anticipo. E’ davvero Tutto Compreso!”. Ma qualcosa è andato storto.
Secondo quanto replicato da Telecom a seguito della segnalazione del signor Sica, la bolletta record è da imputarsi a un utilizzo improprio di una Sim dedicata al traffico dati su una Internet key. Evidentemente c’è stata un’inversione tra le schede, e la chiavetta è stata utilizzata con una card alla quale non era associata una specifica tariffazione Internet. Con le tariffe stellari previste per la connessione mobile, calcolate a KB consumato, non ci vuole poi molto a totalizzare importi a quattro zeri. Telecom ha fatto sapere di aver già provveduto all’annullamento della bolletta, evidentemente riconoscendo la buona fede dei due signori.
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